Dogon (Mali)                    Il mistero di un popolo

I Dogon sono annoverati fra le popolazioni africane di maggiore interesse etnologico. Sono circa 200.000, vivono di agricoltura, coltivando miglio, sorgo, cipolle; furono resi noti al mondo occidentale dall’opera di Marcel Griaule, che visse a lungo fra loro, e interrogando gli anziani riuscì a trascrivere la spettacolare cosmogonia, che tutto spiega e tutto contiene della vita e del mondo Dogon. 

I Dogon rappresentano, da un punto di vista etnologico, l'esempio vivente di una popolazione "primitiva", forse collocabile all'età del ferro, ma con conoscenze che non sono spiegabili, forse per questo motivo godono, specie tra gli ufologi e in rete, di una straordinaria popolarità.

Secondo gli studi dell'antropologo Marcel Griaule, svolti nel 1931, i Dogon conoscevano l'orbita di Sirio e conoscevano dell'esistenza di una stella compagna chiamata Po-Tolo, identificabile con Sirio B, che è effettivamente una piccola stella (una nana bianca) compagna di Sirio. Essa risulta, però, invisibile senza l'ausilio di strumenti ottici,  ed è stata scoperta dagli astronomi solo nel 1862. Ecco il mistero... ma non è solo questo. Le tradizioni di questa tribù rivelano una notevole conoscenza dell'astronomia; I dogon affermano che la luna è “secca come il sangue di un morto” e disegnano Saturno circondato da un anello che non è affatto visibile a occhio nudo. Sono a conoscenza dell'esistenza delle lune di Giove e sanno che i pianeti ruotano attorno al sole. Conoscono anche il sistema sanguigno del corpo umano.  Così Temple, che elaborò le teorie di Griaule, risolve la contraddizione sostenendo che i Dogon, in passato, siano entrati in contatto con una civiltà extraterrestre che avrebbe dato loro queste informazioni. A rafforzare questa tesi contribuisce la tradizione Dogon ove si parla della venuta di dèi anfibi sulle loro arche. I Dogon, affermano che Sirio B percorre un'orbita ellittica che si completa in cinquanta anni e questo corrisponde alla realtà.

Nel 1985 ho raggiunto la falesia dopo un giorno intero di cammino; l'unico modo per soggiornare nei villaggi era quello di dormire sotto il magnifico cielo stellato ai piedi di un baobab.

Oggi probabilmente la falesia si può raggiungere con comodi fuoristrada dotati di ogni confort e aria condizionata, ma vi assicuro non è più la stessa esperienza...